Unicam: Geneticamente impossibile per un fascista non fare di tutta l’erba un fascio.

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La ricerca condotta da un team di esperti di genetica dell’Università camerte mette in evidenza la particolarità del dna fascista e spiega il perchè non possiamo parlare di ottusità mentale bensì di un gene del discernimento dormiente.

“Ci sono voluti 37 anni di ricerche sul campo per raggiungere questo fantastico risultato che riporta il discorso antifascista a zero”, esclama il Professor Lino Musso, docente di Genetica Politica all’Università di Camerino e coordinatore della ricerca.

Lo studio tende ad evidenziare l’errore commesso negli anni da tutti coloro che sono e sono stati critici, se non addirittura avversi, al comportamento fascista; ovvero l’accusa di disonestà intellettuale nel fare di tutta l’erba un fascio, per l’appunto.

 

“E’ oramai ampiamente dimostrato che questa tendenza a generalizzare è l’effetto di una lieve carenza genetica da addebitare al gene DVX preposto al pensiero obiettivo, per cui trattare i fasci con astio risulta essere deontologicamente scorretto”, osserva il Musso, “da ora l’approccio verso i fascisti dovrà cambiare, non più una connotazione esclusivamente politica ma piuttosto una mutazione genetica umana, quindi trattabile a livello sanitario se non addirittura incoraggiata in quanto frutto della naturale evoluzione umana!”, conclude il Professore.

 

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