Treia: trova un Bitcoin per terra e lo butta nell’umido, anziano spreca 12.000 euro inconsapevolmente.

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Treia, sembrava uno scherzo ma più passano le ore e più il quadro della vicenda si fa sempre più chiaro.

Duilio Sparagna, 72 anni agricoltore in quel di Treia, come tutte le mattine si stava recando a lavorare nel suo campo quando improvvisamente nota a terra qualcosa che non riconosce e che non assomigliava a nulla a lui noto.

Ch’agghio ‘na certa età e soprattutto se se parla de quatrì non me te ‘nculi facile” abbaia l’anziano contadino Treiese “Che cazzu ne sapìo che era quatrì pure quilli”.

A cercare di chiarire l’episodio ci prova il professor Kevin Lucarini docente di Informatica organica all’Università Politecnica delle Marche.

L’alone di mistero che accompagna la reale natura di questa criptovaluta trova conferma in quanto accaduto al contadino Treiese. In effetti il bitcoin, quello vero, se sradicato dal suo habitat naturale (la rete n.d.r.) e portato nella vita reale assume la forma di una massa gelatinosa leggermente appiccicosa e decisamente maleodorante; difficile da riconoscere se non dai più esperti

Un bitcoin nella realtà. In questo caso va congelato immediatamente.

E’ naturale quindi che il Buon Colono trovandosi di fronte a questa specie di catarro abbia deciso di prenderlo con una pala e gettarlo nell’umido.

Purtroppo a contatto con la materia organica il bitcoin percola e tende a degradare velocemente” Aggiunge il professore “Peccato gettare 12.000 euro nell’umido

12.000 euro oggi, domani chissà?

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