Mancano solo 18 anni al prossimo terremoto. Tolentino si sta attrezzando a resistere e intanto diventa opera d’arte.

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Tolentino: continua senza sosta l’ingabbiamento degli edifici in giro per la città e, ad un’anno e mezzo dal terremoto, l’amministrazione comunale finalmente ne chiarisce la strategia.

Lasciamo stare la ricostruzione, che sa di soluzione superata e respingiamo le accuse di ritardo“, dichiara il sindaco: “Abbiamo fatto scelte ben precise in rottura con quelli che sono i protocolli standard (vedi la rinuncia alle SAE e il non abbattimento degli edifici danneggiati) e non solo non siamo in ritardo in nulla sulla gestione del post sisma ma possiamo orgogliosamente affermare che siamo in anticipo su quello che verrà

In effetti sembra un pò strano vedere tutti questi pali di legno che giorno dopo giorno stanno invadendo gli edifici di tutta la città proprio ora che grazie a Dio (ed a S. Nicola soprattutto) le scosse sembrano essersi calmate; ma alla luce delle nuove affermazioni il primo cittadino svela la strategia di lungo corso intrapresa dall’amministrazione.

Uno dei palazzi ingabbiati

Diciotto anni sembrano tanti ma se non si parte per tempo rischiamo di arrivare corti anche stavolta. La storia ci insegna che a cicli di circa 20 anni veniamo colpiti da violenti eventi sismici, così abbiamo deciso di mettere veramente in sicurezza tutta la città ad un prezzo tutto sommato accessibile. Abbiamo firmato un contratto di acquisto di legname con una grande azienda Rumena e siamo orgogliosi che del buon carpino dei Carpazi stia contribuendo ad abbellire i nostri amati edifici ed allo stesso tempo a renderli anche sicuri!”

Si sta interessando alla questione, ma da un punto di vista squisitamente artistico, anche il noto critico d’arte Achille Bonito Oliva: “E’ un’interessante esperimento di riscrittura stilistica di edifici urbani che creano il tessuto connettivo e quindi l’anima stessa di una comunità. Possiamo definire Tolentino precursore del movimento artistico conosciuto con il nome di “Wrapping art” che ci ricorda le opere performative di Christo e Janne Claude. Ma qui siamo nettamente avanti: è un’intera cittadina a trasformarsi in opera d’arte e spero di vivere abbastanza a lungo da poterne ricordare  il completamento.”

Una delle opere di Christo

Si stima che di questo passo si riuscirà ad ingabbiare tutta Tolentino entro il 2034 in largo anticipo quindi rispetto al prossimo sisma previsto.

Invitiamo fin da ora chi dovesse sopravvivere ad una faraonica porchettata.

 

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