Ricostruzione post-terremoto a rischio infiltrazioni legalità: “Così non inizieremo mai”

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Muccia (Mc): è passato più di un anno dal terremoto e i cantieri per la ricostruzione stentano a decollare. A peggiorare la situazione la “pretesa di legalità” da parte di sindacati e forze dell’ordine.

Parte da Muccia la denuncia della fondazione TOMMASO BUSCETTA, think tank vicino alle ‘ndrine della piana di Gioia Tauro che tutela gli interessi di alcune aziende che lavorano alla realizzazione delle prime SAE.

“Pretendere legalità dalle aziende che si stanno occupando di ricostruzione rischia di tener lontani coloro che possono realmente far partire i cantieri” dichiara il presidente della fondazione che preferisce rimanere anonimo “E’ vero che in queste ultime settimane abbiamo avuto gravi incidenti sul lavoro dovuti a carenze di applicazione delle norme di sicurezza, si tratta comunque di operai Rumeni o Albanesi e, se va bene, di qualche negro, ma se si vuol far partire veramente la macchina dobbiamo pensarci noi”

I cittadini effettivamente non sembrano particolarmente coinvolti da episodi nefasti quali piedi maciullati o teste fracassate a seguito di incidenti e, come ci tiene a precisare il rappresentante delle suddette aziende  “Garantiamo che nessun Italiano si è fatto o si farà male nei nostri cantieri, infatti non ne abbiamo!

Interviene sull’argomento anche il leader della lega Salvini che, dando l’impressione di non aver capito bene di cosa si parli, rilancia: “La burocrazia non può fare da freno allo sviluppo; gli immigrati clandestini vadano a farsi male nei loro paesi!”

Allo studio specifiche norme per allargare le maglie di accesso agli appalti a quelle ditte che effettivamente, ad oggi, possono garantire in tempi brevi quattro mura e un tetto ai cittadini danneggiati dal sisma.

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