Regione Marche, tassa patrimoniale sul pene, si pagherà in base alla lunghezza

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Ancona, partirà a settembre e già soprannominata “tassa del cazzo” servirà a finanziare la ricostruzione pesante post-terremoto ancora in forte ritardo.

Ma vediamo i dettagli così come sono stati licenziati dalla delibera 156/20 della regione Marche. L’aliquota si applicherà alla lunghezza effettiva del membro da calcolare in base ad una autodichiarazione da presentare all’ufficio delle entrate, la fascia di età interessata va dai 18 ai 75 anni, previste esenzioni per malati di prostata. Massicci controlli a campione della guardia di finanza per verificare la veridicità delle suddette autodichiarazioni, in caso di omissione o dichiarazione fallace verrà applicata l’aliquota massima di 45 euro.

Il pene quindi bene di lusso al pari di ville, castelli e auto fuoriserie. “Non potevamo colpire due comparti, quello dell’immobiliare e dell’auto, in forte crisi causa pandemia” precisa l’assessore al bilancio della regione “ma dovendo reperire risorse finanziare in breve tempo abbiamo scelto a malincuore il settore meno in difficoltà”

Scelta opportuna confermata anche da un recente sondaggio che vede le Marche come meta fra le più gettonate per lo svago di COUGAR e M.I.L.F. di tutto il mondo.

Previsti controlli a campione

Un piccolo ma necessario sacrificio insomma ma per uno scopo lodevole: da una stima del comitato tecnico-scientifico della regione  si prevedono introiti fiscali per circa un miliardo di euro. Una boccata di ossigeno per dare una spinta decisiva alla ricostruzione.

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