Macerata, ricostruzione post-sisma: Consegnato il 100% degli edifici danneggiati. “Un successo che ci riempie di soddisfazione.”

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Serravalle del Chienti: è avvenuta qui, in questo piccolo comune del Maceratese simbolo della devastazione, la consegna dell’ultimo edificio dopo il sisma che colpì Marche ed Umbria: uno splendido agriturismo costruito in pietra lavica e marmo del Fucìno che va a rimpiazzare una vecchia stalla in disuso. Il commissario straordinario: ” Ora possiamo occuparci della ricostruzione di quest’altro sisma.”

Archiviata così la riconsegna degli edifici danneggiati dal terremoto del settembre 1997, guardiamo con più ottimismo a quello del 2016. “Ai detrattori che insinuano l’eccessiva lungaggine delle pratiche di ricostruzione, vorrei ricordare che 20 anni fanno subito a passare” continua il commissario straordinario- uno dei tanti che si sono succeduti e di cui al momento ci sfugge il nome – “provassero a guardare come ancora stanno messi in Irpinia. Ingrati.”

In realtà ciò che spesso rallenta sono le richieste di chi vedrà prima abbatuto poi ricostruito per intero l’edificio danneggiato: succede che al posto di un garage o una stalla si richiedano veri e propri edifici ad uso abitativo. Per non parlare dei numerosi abusi edilizi perpretati nel corso degli anni all’interno, e non solo, dello stabile e che ora dovranno essere necessariamente sanati prima di procedere con la ricostruzione. La speranza di molti è che si possa ripetere quello che è stato concesso nel precedente sisma e che i politici non perdano l’indulgenza fin qui usata che, si sa, crea consenso. Ma le prime mosse di questo nuovo governo non lasciano ben sperare.

L’agriturismo prima del sisma e dopo la ricostruzione

Tutto sembra quindi pronto per questa nuova avventura e, terminato il disbrigo delle necessarie pratiche burocratiche legate alla verifica e alla fattibilità dei progetti che dovranno essere consegnati (con calma) per poi essere valutati (in tutta tranquillità) ed eventualmente approvati (serenamente), si partirà rapidamente alla ricostruzione di questo nuovo sisma. Unica incognita: la copertura finanziaria. Alla domanda se i soldi ci siano o no il commissario ci tiene a chiarire: “I soldi per la ricostruzione? E’ come per Dio: sono in tanti a crederci, anche se nessuno l’ha mai visto”

Dalla terra delle Sibille bisogna aspettarsi questo ed altro. Una questione di fede aggiungiamo noi. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi (ogni 3-4 anni).

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