Macerata, dopo la cannabis anche coca cola e philadelphia light nel mirino della questura.

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Macerata, continua la crociata della zelante questura del capoluogo che su direttiva del ministero dell’interno ha iniziato per prima la lotta ai cosidetti “grow-shops” decretandone la chiusura in quanto vendevano  sostanze dannose al sano sviluppo dei nostri ragazzi. Dopo la cannabis light quindi anche la coca light e philadelphia light entrerebbero nell’elenco delle sostanze proibite.

Recenti studi hanno confermato che passare dal consumo di coca cola light al Cynar e da lì all’eroina è un percorso naturale; come pure dalla philadelphia light alle metanfetamine (passando per il gorgonzola) risulta conseguenza ineluttabile. I nostri giovani sono fortemente a rischio e per questo nei prossimi giorni partirà una imponente operazione di controllo in tutti i supermercati e negozi della provincia per impedire la vendita di queste pericolose sostanze.

Sono l’anticamera dell’inferno” ha ribadito uno dei responsabili della comunità di recupero di San Patrignanoci sono in terapia qui da noi tantissimi ragazzi che hanno iniziato con il consumo di queste sostanze apparentemente innocue per poi passare a consumare “troca” pesante.

Giovane tossico

Ancora una volta gli amministratori della nostra provincia si pongono all’avanguardia nella lotta alle sostanze stupefacenti e non smettono mai di stupirci sull’opportunità dei provvedimenti che vengono adottati. Aspettiamoci in futuro simili iniziative sul solco della tutela della salute ma soprattutto del traffico illecito in generale.

 

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