Ancona: rissa nella redazione del Corriere Adriatico. Due feriti.

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La redazione del Corriere devastata dopo la furiosa lite.

La sede distrutta da una violenta lite tra colleghi. Il reporter Marco Sinceri assalito e malmenato in ufficio. Ferito anche lo stagionale Osvaldo Lecchini, il porta vivande calde della redazione.

Tutto nasce dalla pubblicazione di una notizia vera, l’ennesima, a detta di alcuni collaboratori della vittima.

Ad accorgersi del fatto all’indomani della pubblicazione è stato Premiero D’Adobe, l’addetto ai fotomontaggi e revisioni grafiche della famosa testata giornalistica. “Quell’immagine non l’ho ritoccata io, è stata scattata realmente sul campo. E’ una foto vera!!!”, ha esclamato leggendo la prima pagina del suo amato quotidiano.

Non c’è voluto molto per capire che l’articolo uscito il 9 gennaio sui parti gemellari delle mucche colpite dal sisma non era frutto di immaginazione.

Il Dott. Tiziano Sgravi intento nel suo lavoro. La foto che ha destato i primi sospetti.

Gli amici e i cari colleghi che hanno massacrato il reporter sembrano aver smorzato i toni dopo la scarica di sediate e sprangate che gli hanno inflitto in redazione, sicuri che questo infausto evento non si ripeterà mai più. E’ stato forse perdonato?

“Lo andremo a trovare in reparto ed al risveglio gli offriremo un buon caffè”, ci comunica il portavoce del Corriere. Il Sinceri è infatti tenuto momentaneamente in coma farmacologico presso la Casa di cura Pisciotta

Il commento del Capo Redattore Benito Comandini: ”Questi sono episodi che ci rattristano perché non si era mai arrivati ad una tale violenza. Sono solidale con i miei dipendenti (gli autori del linciaggio, ndr). Sulle sorti lavorative del Sig. Sinceri solo il consiglio d’amministrazione potrà decidere”.

Barbanera. Qui però ce l’ha bianca…

Tengo però a precisare che per contratto solamente Barbanera è autorizzato a scrivere o pubblicare notizie vere senza il permesso della direzione. Sono comunque fiducioso in un possibile reintegro del nostro collaboratore. Sono 40 anni che svolgo il mio durissimo lavoro dietro la scrivania ed avendo fatto la gavetta posso comprendere le debolezze di un mio subordinato. “

Anche il direttore di Cornacce Maceratesi interviene sulla vicenda: “Quando si svolge seriamente la professione di giornalista per tanto tempo può capitare a chiunque di perdere l’estro, la fantasia. Si tratta di momenti di debolezza nella vita di un reporter in cui ognuno di noi è tentato di pubblicare un fatto realmente accaduto. Ci stà.

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