Lega e Fdi: la cittadinanza non si regala, bisogna meritarla a partire dalla lingua. A rischio il futuro dei bimbi maceratesi.

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Macerata: le dichiarazioni dei leader di centro destra preoccupano il professor Christofer Scarabatto Giudicini docente della facoltà di semantica giurisprudenziale all’UNIMC di macerata.

” Tali dichiarazioni evidenziano una tipica anomalia lessico-verbale dei maceratesi: nonostante tutti vadano regolarmente a scuola, si trovano ancora bambini che usano termini come: Quissu, Addè, Ellulullà, Gimo o jimo e la terza persona singolare neutra come nelle lingue anglosassoni ( lo vèllo, lo cantà, lo magnà, lo ride, n.d.r.)” Ci ricorda il professore.

“Risulta evidente quindi che nel caso si dovesse applicare la norma come prerequisito per ottenere la cittadinanza, un bimbo maceratese ne verrebbe fortemente penalizzato in qualità di “Mettente in dubbio per deficit semantico” (Art.12/8 comma321 p.6 ri.35 a destra)

Allo studio dell’università una petizione per richiedere all’Accademia della Crusca l’annoverazione di alcuni termini prettamente Maceratesi allo status di “lengua-tardo italica” ed accedere all’opzione “Ius sibillinis”, togliendo di fatto eventuali alibi a chi intenda negare lo status di cittadino Italiano a un bimbo maceratese su base linguistica.

La cittadinanza tutta è orgogliosa di questi studi che tanto lustro stanno dando all’ateneo.

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