Coronavirus, il Papa si rivolge al Cristo della Peste. Perplessità della comunità scientifica

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In una piazza S.Pietro deserta il Santo Padre espone il Cristo Crocifisso della chiesa di S. Marcello in Roma che nel 1522 salvò la capitale dalla peste. Dubbi degli scienziati: “Il covid 19 è una malattia infettiva di origine virale non si può trattare come la peste”

La chiesa schiera la sua batteria di fuoco per contrastare questa terribile pandemia e dopo giorni interi di suppliche e preghiere risultate finora vane, decide di ricorrere alle sue armi segrete come il crocefisso della chiesa di San Marcello in Roma, meglio conosciuto come “Cristo della peste” che nel 1522 fu portato in processione per le vie della città a dispetto delle raccomandazioni delle autorità che temevano la diffusione del contagio. Dopo vari giorni di pellegrinaggio la peste sparì e Roma si salvo’ dallo sterminio.

Il cristo della peste

Oggi purtroppo l’utilizzo del crocifisso potrebbe risultare vano perchè come ricordano gli scienziati ” La peste è una malattia infettiva di origine batterica causata dal bacillo Yersinia pestis. È una zoonosi, il cui bacino è costituito da varie specie di roditori e il cui unico vettore è la pulce dei ratti (Xenopsylla cheopis), che può essere trasmessa anche da uomo a uomo” estremamente infettiva ma diversa dal covid 19 che è “una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.”

Risulta evidente quindi che la cura utilizzata per la peste non può essere la stessa per il covid 19.” Questa la doccia fredda della comunità scientifica che richiama al senso di responsabilità dei cittadini a non uscire di casa e al potenziamento delle strutture sanitarie, le uniche armi che abbiamo al momento per contrastare la diffusione del virus.

Gli scienziati finora hanno sbagliato ogni previsione” azzarda provocatoriamente S.E.Mons. Tarcisio BurgnichIn ogni caso vedremo fra pochi giorni chi avrà avuto ragione, nel 1522 in poco più di una settimana l’epidemia sparì, mi sento di pronosticare che entro il 3 di Aprile potremo ritornare lentamente alla vita di prima.”

Preghiamo

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