Civitanova: Scoperto laboratorio clandestino di ecoterroristi. Riciclavano fibre di cotone per la produzione di nubi tossiche. Otto gli arrestati

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Il materializzatore spazio-temporale.

Duro colpo inferto all’organizzazione di ecoterroristi internazionali denominata “Toxic Farting“, da tempo nel mirino dell’Interpol.

Nelle prime ore di giovedì, un reparto speciale guidato dal comandante Chaltron Estone, con il supporto locale degli uomini del comandante dei Carabinieri Damocle Spadadi, ha fatto irruzione in un laboratorio nelle campagne civitanovesi, in località Santa Maria Apparente.

Ben nascosto nei sotterranei di una casa colonica abbandonata, nel laboratorio venivano riciclati i tessuti in cotone provenienti principalmente dalla sottrazione di calzini che quasi tutte le lavatrici moderne eseguono durante i lavaggi.

foto di repertorio

Recenti studi scientifici hanno accertato che una percentuale compresa tra l’1% ed il 3% dei calzini sottoposti a centrifuga oltre i 400 giri (gli elettrodomestici di recente costruzione superano anche i 1000 giri) subisce un trasferimento spazio-temporale che porta alla sparizione degli stessi dal cestello.

Con l’operazione della scorsa notte finalmente si pone fine ad un mistero che la scienza ufficiale non era riuscita ancora a svelare. I calzini finiscono, o meglio finivano, in un materializzatore spazio-temporale a poche centinaia di metri dalla serra di Cannella.

I tessuti procurati in maniera fraudolenta venivano poi sottoposti a successiva decolorazione, sfibratura e polverizzazione, si pensa per una successivo utilizzo come vettore di nubi tossiche o scie chimiche.

Il polverizzatore.

Restano ancora coperti dal segreto molti dettagli dell’operazione, l’identità degli otto arrestati così come la portata del materializzatore stesso, per cui non sarà facile dedurre quale sia il raggio operativo dei dispositivi coinvolti.

Non si sa cioè se i benefici dell’operazione verranno percepiti solo nella zona industriale (dove comunque operano diverse lavanderie industriali) o se saranno talmente estesi da raggiungere anche le famiglie delle Casermette, afflitte da tempo dal problema ed ormai rassegnate.

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